Il norvegese attacca nel finale e conquista la 120ª edizione della classica francese. Jasper Stuyven è secondo, Christophe Laporte terzo. Cadute, sterrati e un problema meccanico frenano le ambizioni di Matteo Trentin.
La Parigi-Tours 2026 si chiude con una vittoria di grande prestigio per Per Strand Hagenes. Il norvegese della Visma-Lease a Bike conquista la 120ª edizione della storica classica francese grazie a un’azione da finisseur negli ultimi chilometri, resistendo al tentativo di rimonta degli avversari e tagliando il traguardo di Tours con il braccio alzato.
Alle sue spalle deve arrendersi Jasper Stuyven, secondo con un ritardo di appena due secondi, mentre Christophe Laporte completa il podio e permette alla Visma-Lease a Bike di festeggiare una splendida doppia presenza nelle prime tre posizioni.
Una corsa combattuta, caratterizzata da continui cambi di ritmo, dai settori sterrati tra i vigneti della Loira e da episodi sfortunati che hanno modificato il volto della gara. Tra questi, il problema meccanico di Matteo Trentin, che ha visto sfumare le proprie possibilità proprio quando la corsa entrava nella fase decisiva.
Parigi-Tours 2026, la cronaca della gara
I 216,2 chilometri della Parigi-Tours hanno offerto ancora una volta lo spettacolo tipico di una delle classiche più particolari del calendario autunnale. Il percorso, con le sue salite brevi e i tratti sterrati tra i vigneti, ha reso difficile organizzare un inseguimento efficace e ha premiato i corridori capaci di leggere con anticipo le situazioni.
Nelle prime fasi si è formata una fuga numerosa, con dodici corridori capaci di guadagnare spazio sul gruppo. Tra i protagonisti dell’azione iniziale figuravano Jakob Söderqvist, Stefan Bissegger e Yves Lampaert, insieme ad altri attaccanti intenzionati a sfruttare la conformazione del percorso.
Con l’avvicinarsi degli ultimi 70 chilometri, la situazione è diventata progressivamente più difficile per i battistrada. Le salite e i settori sterrati hanno iniziato a fare selezione, mentre le squadre dei favoriti hanno aumentato il ritmo per ridurre il vantaggio della fuga e preparare il terreno ai propri capitani.
La corsa è entrata così nella sua fase più spettacolare, con il gruppo sempre più allungato e numerosi corridori costretti a spendere energie preziose per mantenere la posizione.
La caduta cambia la corsa: diversi favoriti fuori dai giochi
Uno degli episodi più delicati della giornata si è verificato a circa 50 chilometri dall’arrivo, quando una caduta collettiva ha coinvolto numerosi corridori, compromettendo le ambizioni di diversi protagonisti.
Tra gli atleti indicati tra quelli rimasti coinvolti figurano Arnaud De Lie, Fred Wright, Dorian Godon, Alessandro Romele e Anthony Turgis. L’episodio ha contribuito a modificare gli equilibri della gara proprio nel momento in cui il ritmo stava diventando sempre più selettivo.
La Parigi-Tours ha confermato ancora una volta quanto sia complicato affrontare una classica con tratti sterrati: la posizione nel gruppo, la scelta delle traiettorie e la capacità di evitare gli imprevisti possono risultare decisive quanto la condizione fisica.
La caduta ha inoltre riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle corse professionistiche, già oggetto di una presa di posizione dei corridori prima della partenza.
Matteo Trentin, che sfortuna: un problema meccanico spegne le speranze
Tra gli episodi che hanno inciso sul finale c’è quello di Matteo Trentin. Il corridore della Tudor Pro Cycling era rimasto nella contesa e aveva affrontato con esperienza le fasi più complicate della corsa, ma un problema meccanico a meno di 15 chilometri dal traguardo lo ha estromesso dalla lotta per la vittoria.
Una beffa pesante, arrivata quando la gara si stava decidendo e ogni secondo poteva fare la differenza.
In una classica come la Parigi-Tours, gli imprevisti meccanici possono essere determinanti: quando il gruppo si è già selezionato e le energie sono ridotte, rientrare diventa estremamente difficile. Per Trentin, l’episodio ha rappresentato la fine delle ambizioni di giornata, dopo una corsa nella quale era riuscito a rimanere in gioco.
Il finale si accende: attacchi e contrattacchi negli ultimi chilometri
A circa 20 chilometri dall’arrivo, la fuga iniziale è stata definitivamente riassorbita e la corsa è entrata nella fase decisiva.
Pierre Gautherat ha provato ad anticipare il gruppo con un’azione solitaria, costringendo gli inseguitori a organizzarsi per evitare che il francese potesse guadagnare un vantaggio sufficiente per arrivare fino al traguardo.
La risposta degli avversari ha però riaperto completamente la gara. Sulle ultime difficoltà altimetriche, Paul Lapeira ha provato a fare selezione, dando vita a un gruppo ristretto nel quale si sono inseriti anche Christophe Laporte, Per Strand Hagenes, Thibaud Gruel, Jonas Abrahamsen e Lewis Askey.
La presenza di due corridori della Visma-Lease a Bike nel gruppo di testa si è rivelata un fattore importante. Laporte e Hagenes hanno potuto alternare le proprie iniziative e sfruttare la superiorità numerica rispetto ad alcune delle squadre rivali.
Il gruppo degli attaccanti ha resistito ai tentativi di rientro, arrivando agli ultimi chilometri con la vittoria ancora completamente aperta.
Hagenes, attacco perfetto a 1.400 metri dall’arrivo
Il momento decisivo è arrivato a circa 1.400 metri dal traguardo, quando Toms Skujiņš ha provato a sorprendere gli avversari con uno scatto deciso.
La risposta di Per Strand Hagenes è stata immediata. Il norvegese ha seguito l’azione, ha raggiunto il corridore della Lidl-Trek e lo ha superato, trasformando il tentativo dell’avversario nell’occasione per lanciare il proprio attacco.
Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo. Hagenes ha spinto con decisione, cercando di guadagnare quei pochi metri che potevano garantirgli la vittoria. Alle sue spalle Jasper Stuyven ha tentato di ricucire il distacco, ma il norvegese è riuscito a mantenere un margine sufficiente fino alla linea d’arrivo.
Il corridore della Visma ha così conquistato una delle vittorie più importanti della propria carriera, imponendosi in una classica che richiede non soltanto forza, ma anche lucidità tattica e capacità di scegliere il momento giusto per attaccare.
Per Hagenes è una vittoria di grande valore anche per il modo in cui è arrivata: non uno sprint di gruppo, ma un’azione costruita nel momento in cui gli avversari sembravano pronti a giocarsi tutto in volata.
Stuyven secondo, Laporte terzo: festa Visma-Lease a Bike
Jasper Stuyven ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, dopo aver provato fino all’ultimo a raggiungere il vincitore. Il belga della Soudal Quick-Step ha dimostrato di avere le energie per giocarsi il successo, ma il margine accumulato da Hagenes si è rivelato sufficiente.
Alle sue spalle Christophe Laporte ha conquistato il terzo posto, regolando gli avversari nella volata per le posizioni successive.
La Visma-Lease a Bike ha così portato due corridori sul podio, confermando l’efficacia della propria strategia nel finale. La presenza di Laporte ha rappresentato un elemento prezioso per Hagenes, costringendo gli inseguitori a valutare con attenzione ogni possibile accelerazione.
Per la squadra olandese, il successo di Tours rappresenta una chiusura di stagione particolarmente significativa. Per Hagenes, invece, è un risultato che potrebbe segnare un passaggio importante nella sua crescita e nella sua capacità di assumere responsabilità nelle grandi classiche.
Parigi-Tours 2026, ordine d’arrivo: la top 10
| Posizione | Corridore | Squadra |
| 1 | Per Strand Hagenes | Visma-Lease a Bike |
| 2 | Jasper Stuyven | Soudal Quick-Step |
| 3 | Christophe Laporte | Visma-Lease a Bike |
| 4 | Matys Grisel | Lotto-Intermarché |
| 5 | Jonas Abrahamsen | Uno-X Mobility |
| 6 | Paul Lapeira | Decathlon CMA CGM |
| 7 | Thibaud Gruel | Groupama-FDJ United |
| 8 | Lewis Askey | NSN Cycling Team |
| 9 | Florian Sénéchal | Alpecin-Premier Tech |
| 10 | Toms Skujiņš | Lidl-Trek |
Il vincitore ha completato la prova in 4 ore, 31 minuti e 46 secondi. Stuyven ha chiuso a due secondi, mentre Laporte ha conquistato il terzo posto.
Prima della partenza, cinque minuti di protesta per la sicurezza
La Parigi-Tours è stata segnata anche da un momento di protesta prima del via. Come già accaduto al Giro di Lombardia, i corridori hanno ritardato la partenza di cinque minuti per chiedere maggiori garanzie sulla sicurezza nelle competizioni.
Il messaggio letto dal gruppo ha richiamato la necessità di un confronto concreto tra corridori, organizzatori e Unione Ciclistica Internazionale, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei percorsi e ridurre i rischi durante le gare.
La richiesta è stata chiara: poter competere al massimo livello senza mettere in secondo piano la sicurezza degli atleti.
La protesta non ha impedito lo svolgimento della corsa, ma ha riportato l’attenzione su una questione che continua a coinvolgere tutto il movimento professionistico.
Per Strand Hagenes, una vittoria che vale molto più di una classica
La Parigi-Tours 2026 si chiude dunque nel segno di Per Strand Hagenes, capace di trasformare un finale tatticamente complesso in una vittoria di grande prestigio.
Il norvegese ha saputo sfruttare il lavoro della squadra, leggere il momento decisivo e trovare l’energia necessaria per resistere al ritorno di Stuyven. Laporte ha completato il successo collettivo, mentre Trentin e diversi altri corridori hanno dovuto fare i conti con una giornata nella quale gli imprevisti hanno avuto un peso determinante.
La classica francese ha confermato il proprio fascino: sterrati, attacchi, cadute e strategie rendono la corsa imprevedibile fino agli ultimi metri.
Per Strand Hagenes è il trionfo più importante della giornata, per la Visma-Lease a Bike una doppia presenza sul podio e per gli appassionati una Parigi-Tours che ha offerto spettacolo fino all’ultimo chilometro.

