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Cycling Around Torino: il grande viaggio in bicicletta intorno a Torino

Cycling Around Torino: il grande viaggio in bicicletta intorno a Torino

10 Settembre 2026

 

460 chilometri, dieci tappe, laghi, castelli, vigneti, borghi, pianure e colline. Il Piemonte che circonda Torino può diventare un unico grande viaggio da percorrere in bicicletta, senza la necessità di inseguire il cronometro e con tutto il tempo necessario per fermarsi a guardare.

È questo il senso di Cycling Around Torino, il grande itinerario cicloturistico che permette di scoprire il territorio torinese pedalando attraverso alcune delle sue aree più caratteristiche.

Il percorso forma un grande anello intorno al capoluogo piemontese e attraversa territori molto diversi tra loro. A nord si entra nel Canavese, si raggiungono l’Anfiteatro Morenico di Ivrea e il Lago di Viverone, si sfiora la Serra d’Ivrea e si arriva fino ai territori ai piedi delle Alpi. A sud il paesaggio cambia ancora: pianura, campi coltivati, fiumi, borghi, castelli e le colline che accompagnano il ritorno verso Torino.

Non è quindi un semplice itinerario da completare.

È un viaggio da vivere.

Cycling Around Torino: 10 tappe per scoprire il Piemonte

L’intero percorso può essere affrontato in più giornate. La suddivisione ufficiale prevede dieci tappe, con distanze che permettono di costruire una vera vacanza in bicicletta senza dover concentrare tutto in pochi giorni.

La prima parte porta da Torino verso il Canavese, quindi il percorso prosegue verso i laghi e le colline dell’area di Ivrea. Dopo aver raggiunto i territori più settentrionali dell’anello, la traccia torna progressivamente verso il capoluogo attraversando il Pinerolese, la pianura e le colline torinesi.

La grande forza del CAT è proprio questa varietà.

In meno di una settimana, per chi sceglie di pedalare con un ritmo sostenuto, oppure in un viaggio più lungo per chi vuole fermarsi maggiormente, si passa dalla città ai laghi, dalle vigne ai boschi, dalle residenze sabaude ai piccoli borghi agricoli.

Le dieci tappe

1. Torino – Mazzè, circa 49 km

Si lascia Torino dirigendosi verso nord, iniziando lentamente a entrare nel paesaggio del Canavese. È una prima giornata che serve soprattutto a prendere confidenza con il viaggio e con il cambio di paesaggio tra la città e la campagna.

2. Mazzè – Viverone, circa 60 km

Il percorso entra sempre più nel territorio canavesano e raggiunge il Lago di Viverone, uno dei punti paesaggisticamente più interessanti dell’intero viaggio.

3. Viverone – Carema, circa 47 km

È una delle giornate più affascinanti dal punto di vista paesaggistico. La bicicletta conduce verso l’area di Ivrea e quindi progressivamente verso il confine con la Valle d’Aosta, tra colline, vigneti e piccoli centri.

4. Carema – Castellamonte, circa 34 km

Una tappa più breve, ideale per rallentare e concedersi qualche sosta in più. Il Canavese torna protagonista con i suoi borghi e le sue tradizioni.

5. Castellamonte – Reggia di Venaria Reale, circa 56 km

Il viaggio comincia a tornare verso Torino. La natura lascia progressivamente spazio alla storia e alle grandi testimonianze architettoniche del territorio, fino all’arrivo alla Reggia di Venaria.

6. Venaria Reale – Stupinigi, circa 49 km

È una delle tappe più legate alla storia sabauda. Da una grande residenza reale all’altra, la bicicletta diventa il filo conduttore di un itinerario attraverso il patrimonio architettonico piemontese.

7. None – Vigone, circa 42 km

Si entra nel Pinerolese e nella pianura a sud-ovest di Torino. È il Piemonte agricolo, quello delle campagne, delle cascine e delle strade secondarie.

8. Vigone – Pralormo, circa 58 km

Una giornata più lunga che accompagna il cicloturista dalla pianura verso territori progressivamente più collinari, in direzione del Roero e delle colline a sud di Torino.

9. Pralormo – Arignano, circa 35 km

La distanza ridotta permette di dedicare più tempo alle soste. Il percorso attraversa un Piemonte fatto di piccoli centri, castelli, strade di campagna e colline.

10. Arignano – Torino, circa 46 km

L’ultima tappa riporta verso il capoluogo passando attraverso le colline torinesi. E qui arriva uno dei momenti più belli dell’intero viaggio: il ritorno verso Torino dopo averla osservata da lontano per diversi giorni.

Il primo giorno: lasciare Torino e cominciare a pedalare

Ogni grande viaggio in bicicletta ha bisogno di un momento nel quale cambiare ritmo.

Per il Cycling Around Torino quel momento arriva appena si lascia il capoluogo.

Torino rimane alle spalle e il paesaggio comincia lentamente a trasformarsi. Il traffico diminuisce, le strade diventano più tranquille e la città lascia spazio alla campagna.

La prima tappa conduce fino a Mazzè, nel Canavese.

Non è ancora il momento delle grandi salite o dei panorami più spettacolari. È il giorno nel quale ci si mette in viaggio, si entra nel ritmo del cicloturismo e si comincia a capire che il CAT non è stato pensato per essere percorso velocemente.

La destinazione conta, ma conta altrettanto quello che succede tra una destinazione e l’altra.

Il Lago di Viverone: la prima grande sorpresa

La seconda tappa porta verso il Lago di Viverone, uno dei simboli del paesaggio dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.

Dopo la prima giornata, il territorio cambia nuovamente aspetto. L’acqua diventa protagonista e il percorso permette di vivere una delle zone più interessanti del Piemonte settentrionale.

È una tappa da affrontare senza fretta.

Il lago è infatti uno di quei luoghi nei quali il cicloturista dovrebbe concedersi una pausa, magari semplicemente per fermarsi a osservare il paesaggio prima di ripartire.

Da qui in avanti il viaggio entra nel cuore del Canavese.

Ivrea e l’Anfiteatro Morenico

La zona di Ivrea rappresenta uno dei passaggi più importanti del Cycling Around Torino.

Il paesaggio racconta una storia geologica antichissima, modellata dai ghiacciai, e alterna colline, laghi, boschi e pianure.

Ma Ivrea non è soltanto natura.

La città conserva un patrimonio storico e architettonico unico, al quale si aggiunge la straordinaria esperienza industriale legata a Olivetti, riconosciuta dall’UNESCO.

Per chi affronta il CAT come viaggio e non come semplice percorso sportivo, Ivrea merita quindi una sosta vera.

Una giornata in bicicletta può diventare anche una giornata di visita.

Verso Carema: il Piemonte cambia ancora

Superata Ivrea, il percorso prosegue verso nord fino a Carema.

Qui il territorio assume un carattere ancora diverso. Le montagne diventano progressivamente più presenti sullo sfondo e i vigneti accompagnano la pedalata.

È uno dei passaggi nei quali il CAT dimostra tutta la propria originalità.

Non c’è un unico Piemonte.

Ce ne sono molti.

E il bello di questo itinerario è attraversarli uno dopo l’altro, spesso nel giro di poche ore.

Castellamonte e la tradizione della ceramica

La quarta tappa conduce verso Castellamonte, località storicamente legata alla lavorazione della ceramica.

La bicicletta permette ancora una volta di entrare in contatto con un territorio che non vive soltanto di grandi attrazioni turistiche, ma anche di tradizioni artigianali e identità locali.

È questa una delle caratteristiche che rendono il Cycling Around Torino interessante anche per il cicloturismo internazionale: il percorso non collega semplicemente una serie di monumenti, ma mette in relazione comunità e territori differenti.

Dal Canavese alle Residenze Reali

Con la quinta tappa il viaggio comincia a puntare verso Torino.

La destinazione è la Reggia di Venaria Reale, uno dei grandi simboli del patrimonio sabaudo.

Dopo giorni trascorsi tra laghi, colline, vigneti e piccoli borghi, arrivare davanti a una delle più importanti residenze reali del Piemonte rappresenta un cambio di scenario quasi cinematografico.

E non sarà l’ultimo.

Il giorno successivo la bicicletta condurrà infatti verso un’altra straordinaria testimonianza della storia sabauda: la Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Venaria e Stupinigi: pedalare nella storia

Il CAT riesce in questo tratto a mettere insieme due dimensioni apparentemente molto diverse: la bicicletta e il patrimonio storico.

La Reggia di Venaria, i territori di Torino e la Palazzina di Caccia di Stupinigi diventano così tappe di uno stesso viaggio.

Per chi arriva dal Canavese, è quasi come entrare in una nuova parte del Piemonte.

Eppure il filo conduttore resta sempre lo stesso: pedalare.

Il Pinerolese: il volto rurale del Piemonte

Dopo Stupinigi il percorso cambia nuovamente direzione e si sposta verso il Pinerolese.

Qui il paesaggio torna ad aprirsi.

Campi, cascine, piccoli centri e strade secondarie accompagnano il viaggio verso Vigone, in una delle parti più tranquille dell’intero itinerario.

È il Piemonte agricolo, quello che spesso si attraversa velocemente in automobile ma che, in bicicletta, assume un significato completamente diverso.

Si vedono dettagli che normalmente sfuggono.

Una cascina.

Un filare.

Un piccolo campanile.

Una strada bianca.

Un gruppo di alberi lungo un corso d’acqua.

È anche questo il cicloturismo.

Verso Pralormo: la strada torna a salire

La tappa tra Vigone e Pralormo è una delle più lunghe del CAT.

Il territorio torna progressivamente a diventare collinare e il cicloturista comincia a ritrovare quelle salite che caratterizzano alcune delle zone più belle del Piemonte.

Non sono necessariamente ascese proibitive, ma il susseguirsi di saliscendi richiede una gestione intelligente delle energie.

La regola resta sempre la stessa: non avere fretta.

Il CAT è nato per essere vissuto.

Arignano e le colline torinesi

Con la penultima tappa si entra nel territorio delle Colline Torinesi.

Il paesaggio torna a essere più mosso e, pedalando verso Arignano, si percepisce sempre più vicino il ritorno alla città.

Ma Torino non è ancora arrivata.

Prima c’è ancora una parte di Piemonte da attraversare.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli del percorso: quando ormai si pensa di essere arrivati, il territorio continua a regalare scorci e strade da scoprire.

L’ultima salita: Superga e il ritorno a Torino

L’ultima giornata riporta il cicloturista verso il capoluogo.

È il momento nel quale il viaggio si chiude idealmente là dove era cominciato.

La collina torinese offre però un ultimo grande regalo: la possibilità di guardare Torino dall’alto.

La Basilica di Superga è uno dei punti panoramici più spettacolari dell’intero itinerario. Da qui la città appare completamente diversa.

Dopo centinaia di chilometri pedalati tra Canavese, laghi, campagne, borghi e colline, Torino torna davanti agli occhi.

Ed è un finale perfetto.

Che bicicletta serve per il Cycling Around Torino?

Il CAT alterna asfalto e sterrato e presenta un dislivello complessivo di circa 2.700 metri.

La soluzione più versatile è quindi una gravel o una bicicletta da trekking, mentre anche una e-bike può essere una scelta molto interessante per chi vuole affrontare il percorso concentrandosi soprattutto sulla scoperta del territorio.

La bici da corsa può essere utilizzata soltanto valutando attentamente le singole varianti e i tratti del percorso.

Non bisogna comunque lasciarsi ingannare dal dislivello complessivo relativamente contenuto: il CAT è un viaggio di quasi 465 chilometri e alcune giornate superano abbondantemente i 50 chilometri.

Serve quindi un minimo di preparazione.

Dieci giorni o un weekend?

La suddivisione in dieci tappe rende il percorso ideale per chi vuole trasformarlo in una vera vacanza cicloturistica.

Ma non è obbligatorio percorrere tutto il CAT.

L’itinerario può essere adattato al tempo a disposizione e alle proprie capacità.

Chi ha soltanto un weekend può scegliere una porzione del percorso.

Chi dispone di tre o quattro giorni può concentrarsi sul Canavese oppure sul Pinerolese.

Chi vuole vivere l’esperienza completa può invece organizzare il viaggio lungo l’intero anello.

È proprio questa flessibilità a rendere il Cycling Around Torino interessante per un pubblico molto ampio.

Il periodo migliore per pedalare

Il Piemonte offre stagioni molto diverse e il CAT cambia volto durante l’anno.

La primavera regala campagne verdi e temperature generalmente piacevoli.

L’estate permette giornate molto lunghe, ma richiede attenzione al caldo, soprattutto nelle tappe più esposte.

L’autunno è probabilmente uno dei periodi più spettacolari per il Canavese e le colline, grazie ai colori dei vigneti e alla luce particolare che accompagna le giornate.

L’inverno, invece, richiede una preparazione maggiore e una valutazione attenta delle condizioni meteorologiche e dei singoli tratti.

Il vero protagonista è il territorio

Cycling Around Torino racconta qualcosa di importante sul futuro del cicloturismo piemontese.

Non serve necessariamente costruire un itinerario che colleghi soltanto le attrazioni più famose.

A volte è sufficiente mettere in relazione territori diversi e permettere al viaggiatore di attraversarli lentamente.

Il CAT fa proprio questo.

Collega Torino e il Canavese, Ivrea e i suoi laghi, il Pinerolese, la pianura, le colline e le Residenze Reali, costruendo un unico grande viaggio.

E soprattutto permette di farlo in bicicletta.

Cycling Around Torino: il primo grande viaggio del nostro Piemonte in bicicletta

Questo itinerario rappresenta il punto di partenza perfetto per il nostro viaggio alla scoperta del cicloturismo in Piemonte.

Non perché sia il percorso più difficile.

Non perché sia quello con più chilometri.

Ma perché racchiude, in un unico grande anello, una parte straordinariamente varia del territorio piemontese.

Dal caos della città alla tranquillità delle campagne.

Dai laghi del Canavese alle colline.

Dai castelli alle cascine.

Dai grandi patrimoni culturali ai piccoli borghi.

E poi ancora Torino, vista dall’alto, dopo centinaia di chilometri.

Il Piemonte, in fondo, è tutto qui: un territorio da attraversare lentamente. E la bicicletta è probabilmente uno dei modi migliori per farlo.

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