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Come padre e figlio 

17 Maggio 2015

“Voglio piangere”, “il mio bambino”, “stai tranquillo”.

Tre battute che descrivono non solo la giornata odierna ma l’essenza del ciclismo, Fabio Aru, classe 1990, 25 anni non ancora compiuti taglia il traguardo sprintando e guadagnando un secondo sulla maglia rosa Alberto Contador ma con la testa è già tra le braccia di Paolo Tiralongo, 37 anni, vincitore della tappa di oggi. Fabio è cresciuto con Paolo, forse Paolo è diventato il gregario più fedele di tutti per Fabio, quello che l’ha cresciuto come un padre e protetto come una mamma protegge il proprio cucciolo, che gli ha dato i consigli che l’hanno fatto diventare il campione che è e che sarà.

voglio piangere” commenta in lacrime Fabio Aru subito dopo il traguardo, “è il mio bambino” risponde Paolo Tiralongo che ascoltava davanti alla tv queste parole, poi finalmente Aru raggiunge Tiralongo e scatta l’abbraccio che sicuramente resterà impresso nella storia di questo Giro d’Italia 2015.

stai tanquillo” Paolo Tiralongo al giovane in lacrime durante un abbraccio che sarà per loro indimenticabile, stai tranquillo, un altro di quei consigli che un veterano del Giro può dare alla Maglia Bianca, il miglior giovane, stai tranquillo ora devi rilassarti, devi vestirti, non prendere freddo, devi mangiare, stai tranquillo, oggi non è successo niente, domani ci “riposiamo” e da martedì sarò “tuo” al 110% per andare a prenderci questa maglia, sembra esserci tutto dentro quel “stai tranquillo”, questo è il Giro d’Italia, questo è il ciclismo, un abbraccio che ci fa commuovere tutti e ci fa capire la vera essenza di questo sport.

 Il resto è cronaca, l’ennesima tappa vinta da un protagonista della fuga, partita molto presto, attorno al chilometro 50 dopo una prima ora di gara con media di 44km/h, erano in 11, la prima parte di gara Tiralongo è stato a ruota poi quando Slagter ha tentato di andarsene e ha iniziato a guadagnare il gregario di Aru si è messo per l’ennesima volta a lavorare, questa volta però ha lavorato per se stesso, si lascia alle spalle i compagni di fuga, ai meno 7 raggiunge il battistrada e ai -4 parte da solo, inizia a macinare secondi e ai -1500m ha già capito: oggi per la terza volta nella sua lunga carriera ha vinto una tappa al Giro d’Italia. Secondo Kruijswijk a 21”, terzo Simon Geschke a 23”.

 

 

  

 

LA GARA NELLA GARA

Anche oggi si è vista una gara nella gara, quella degli uomini di classifica e anche questa gara l’hanno vinta gli uomini Astana, ancora una volta, per l’ennesima volta in questo Giro Fabio Aru è stato il primo tra i big a tentare l’attacco, a mettere la testa davanti e con lui uno straordinario Mikel Landa ma Alberto Contador e Richie Porte non mollano, stanno li e sfruttando il lavoro di Landa iniziano a guadagnare secondi che diventeranno minuti quando Aru si mette a parlare con Contador e trovano un accordo: il pistolero in persona si mette davanti a tutti a fare l’andatura, l’obiettivo comune è quello di distaccare il più possibile Rigoberto Uran che è il più temuto per la cronometro di sabato 23. Anche Porte se pur per poco si è messo a tirare e i “3 tenori” (più Landa) hanno guadagnato circa un minuto su Uran, come se non bastasse Aru decide di attaccare e sprintare, sembrava impossibile guadagnare anche solo mezzo metro ma lui è riuscito a guadagnare un secondo e portare a 3 i secondi di distacco’ dalla Maglia Rosa, molto bene anche Landa che in classifica generale ha solamente 46” dalla vetta.

@EmaBarra_

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