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I Grandi giri Vuelta di Spagna

Vuelta di Spagna 2026, oggi la tappa Vera-Calar Alto: è il giorno della montagna

Vuelta di Spagna 2026, oggi la tappa Vera-Calar Alto: è il giorno della montagna

3 Settembre 2026

 

La Vuelta a España torna a fare sul serio. Dopo la parentesi per i velocisti di ieri, il giovedì della corsa spagnola propone una delle tappe più attese della seconda settimana: 166,6 chilometri da Vera a Calar Alto, con cinque ascese e oltre 4.500 metri di dislivello. Una giornata che potrebbe lasciare il segno nella lotta per la maglia rossa.

La partenza è fissata alle 13:07, mentre l’arrivo è previsto intorno alle 17:16. La strada porterà progressivamente il gruppo dalla costa dell’Almería verso l’interno, fino all’alta montagna e ai 2.000 metri di Calar Alto.

Un percorso che non concede tregua

La prima parte della frazione serve soprattutto a costruire la fuga. Il terreno presenta già diverse difficoltà: Cabecico, Cóbdar e Collado García sono le prime tre salite categorizzate della giornata, con quest’ultima che supera i 18 chilometri anche se caratterizzata da pendenze relativamente moderate.

Ma il vero capitolo della tappa comincia negli ultimi 45 chil

chilometri.

Velefique sarà il primo esame

L’Alto de Velefique rappresenta il passaggio nel quale la corsa potrebbe cambiare volto. È una salita sufficientemente lunga e impegnativa per eliminare progressivamente i velocisti e gli uomini meno brillanti in salita, ma anche per costringere le squadre della classifica generale a mostrare le proprie intenzioni.

Qui potrebbe iniziare una partita a scacchi.

Attaccare troppo presto significa esporsi al rischio di pagare lo sforzo sulle rampe finali. Aspettare, invece, significa consegnare agli avversari la possibilità di controllare la corsa. La differenza potrebbe quindi non farla soltanto chi avrà le gambe migliori, ma chi saprà leggere meglio la giornata.

Poi arriva Calar Alto

Il finale è quello che rende questa frazione particolarmente interessante. Dopo oltre 150 chilometri nelle gambe, il gruppo affronterà la salita conclusiva verso Calar Alto, con il traguardo collocato a quota 2.153 metri.

È qui che la Vuelta potrebbe finalmente separare gli uomini della classifica dai semplici pretendenti.

La salita finale non lascia molto spazio alle improvvisazioni: il ritmo imposto dai migliori scalatori potrebbe fare una selezione naturale, prima ancora che arrivino gli attacchi. E in una situazione del genere anche pochi secondi possono assumere un peso enorme, soprattutto considerando quanto resta ancora da pedalare prima della conclusione della corsa.

Mas contro Roglič: la maglia rossa torna sotto pressione

Il principale motivo d’interesse è naturalmente la classifica generale. Enric Mas arriva alla tappa con la maglia rossa sulle spalle e un vantaggio di 1’18” su Primož Roglič, mentre alle loro spalle la lotta resta apertissima.

La situazione è cambiata radicalmente dopo il ritiro di Tadej Pogačar. Quella che sembrava poter essere una Vuelta dominata dal fuoriclasse sloveno è diventata una corsa molto più imprevedibile, nella quale ogni giornata di alta montagna può modificare gli equilibri.

Roglič è probabilmente l’uomo che ha più interesse a trasformare Calar Alto in un’occasione d’attacco. Lo sloveno conosce perfettamente la gestione di una grande corsa a tappe e sa che, con ancora molta strada davanti, non è necessario recuperare tutto in una volta. Anche un guadagno di qualche decina di secondi potrebbe rappresentare un segnale importante.

Mas, invece, dovrà dimostrare di poter difendere la leadership quando la corsa diventa realmente dura. La maglia rossa dà sicurezza, ma porta anche una responsabilità: quella di rispondere a ogni accelerazione.

E attenzione agli outsider

Dietro ai due principali protagonisti, la tappa potrebbe premiare chi riuscirà a interpretare meglio il confronto tra fuga e classifica.

Felix Gall e Oscar Onley sono tra i corridori da tenere d’occhio in una giornata nella quale la salita finale potrebbe esaltare gli scalatori capaci di mantenere un ritmo elevato.

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