Il giovane sloveno vince la 12ª tappa dopo una lunga azione solitaria. Alle sue spalle Enric Mas attacca ancora e allunga su Primož Roglič: la maglia rossa ora ha 1’45” di vantaggio
Calar Alto ha dato due risposte importanti alla Vuelta a España 2026. La prima porta il nome di Jakob Omrzel, ventenne sloveno capace di conquistare una delle tappe più dure della corsa. La seconda riguarda invece Enric Mas, che sulla salita finale ha nuovamente dimostrato di essere uno dei corridori più forti di questa Vuelta.
La 12ª tappa, da Vera a Calar Alto, si è trasformata in una lunga sfida sulle montagne dell’Andalusia. Una giornata da 166,6 chilometri, con un finale destinato a mettere alla prova gli uomini della classifica generale.
Omrzel, una vittoria che vale molto più di una tappa
Davanti, la fuga ha avuto la meglio sulla lotta per la classifica generale. Jakob Omrzel ha attaccato sulla salita conclusiva, riuscendo a costruire un vantaggio decisivo e a presentarsi da solo sul traguardo.
Per il giovane sloveno è una vittoria dal peso enorme. A soli 20 anni ha firmato una delle imprese più importanti della sua giovane carriera, confermando ancora una volta quanto la Vuelta sia una corsa capace di lanciare nuovi talenti.
Un collegamento con il passato della corsa è particolarmente interessante. Nel 2019 fu infatti Tadej Pogačar, allora giovanissimo, a sorprendere tutti sulle montagne della Vuelta.
Oggi la storia sembra ripetersi con un altro talento sloveno. Omrzel non ha ancora il palmarès di Pogačar, ma la prestazione di Calar Alto lo proietta definitivamente tra i nomi da seguire con maggiore attenzione.
Mas, ancora un attacco per blindare la maglia rossa
Se Omrzel ha conquistato la vittoria di giornata, il vero vincitore morale della tappa è però Enric Mas.
Il corridore spagnolo ha attaccato nel finale, riuscendo a fare il vuoto rispetto ai principali rivali. Primož Roglič e Félix Gall hanno perso 27 secondi, mentre Mas ha consolidato ulteriormente il primo posto nella classifica generale.
La maglia rossa ora può contare su un vantaggio di 1’45” su Roglič e 2’06” su Gall.
Una situazione che cambia il peso della corsa: Mas non è più semplicemente un leader chiamato a difendersi, ma sta iniziando a correre da padrone della Vuelta.
E proprio Roglič rappresenta uno dei fili conduttori più interessanti della storia recente della corsa spagnola. Nel 2019 Ciclismo Oggi raccontava la sua conquista della maglia rossa dopo la cronometro.
Vuelta, Roglič vince cronometro e conquista maglia rossa
Quella Vuelta appartiene ormai alla storia, ma il nome dello sloveno torna oggi al centro della corsa. Roglič è ancora secondo e resta il principale avversario di Mas, ma a Calar Alto ha dovuto incassare un altro colpo.
La montagna continua a parlare
La storia della Vuelta è fatta anche di grandi arrivi in salita. E Ciclismo Oggi conserva diversi ricordi di giornate in cui le montagne hanno riscritto la classifica.
Nel 2023, per esempio, Roglič vinse sull’Angliru, uno degli arrivi più spettacolari e duri della corsa spagnola.
Primoz davanti a tutti sull’Angliru
Nella stessa Vuelta 2023, qualche giorno prima, Remco Evenepoel aveva conquistato una vittoria in solitaria sulla salita di Puerto de la Cruz de Linares.
Sono precedenti che aiutano a capire quanto la montagna sia spesso il vero giudice della Vuelta. Calar Alto non ha fatto eccezione: Omrzel ha conquistato la scena, mentre Mas ha scavato un altro solco tra sé e gli inseguitori.
Dalla Vuelta 2019 alla nuova generazione
C’è anche un altro filo rosso che lega questa Vuelta alle precedenti edizioni: la capacità della corsa spagnola di lanciare giovani talenti.
Pogačar nel 2019 era una delle grandi sorprese. Oggi Omrzel ha raccolto il testimone simbolico di quella generazione, conquistando una vittoria che potrebbe rappresentare l’inizio di una carriera importante.
La storia recente della Vuelta racconta inoltre quanto sia diventato centrale il rapporto tra la corsa spagnola e l’Italia. Ciclismo Oggi aveva raccontato l’annuncio della partenza della Vuelta dall’Italia.
Ora la pressione è tutta su Mas
Dopo Calar Alto, la Vuelta ha un leader sempre più credibile. Enric Mas ha dimostrato di poter attaccare e guadagnare terreno anche quando la strada sale, mentre Roglič dovrà ora trovare il modo di recuperare il distacco.
La strada verso Madrid è ancora lunga e le occasioni per cambiare la classifica non mancheranno. Mas lo sa bene: la maglia rossa è ancora lontana dalla capitale spagnola, ma il margine costruito oggi rappresenta un patrimonio importante.
Per Omrzel, invece, questa è la giornata della consacrazione. A vent’anni ha conquistato Calar Alto e ha fatto un passo deciso verso il futuro.
La Vuelta 2026 ha trovato una nuova stella. E, soprattutto, ha trovato un leader che comincia a fare paura agli avversari.
Per tutti gli approfondimenti sulla corsa spagnola è possibile consultare la sezione Vuelta di Spagna di Ciclismo Oggi.

