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Giro d'Italia I Grandi giri

Froome fa suo lo Zoncolan

Froome fa suo lo Zoncolan

19 Maggio 2018

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano e giocare e oggi Ancor a una volta è stato così. Superata la porta dell’inferno dopo una lunga fuga con protagonisti gli straordinari Enrico Barbin (Bardiani CSF), Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli-Sidermec), Valerio Conti (UAE Team Emirates), Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale) e Laurent Didier (Trek-Segafredo) con Conti Ultimo a rialzarsi.

Alla base dello Zoncolan sono i capitani a prendere un mano la gara, via le ammiraglie e meccanici con bici sulle moto, via i gregari via i gregari davanti restano solo i migliori e Froome inizia a frullare mettendo davanti uno  straordinario Poels e da dietro iniziano a perdersi i pezzi via Ciccone, via Aru e Formolo, via Betancur così come Richard Carapaz, soffre anche Lopez e a tratti anche Dumoulin ma rimangono con migliori così come Poels, Froome, Pozzovivo, Pinot e Reichenbach.

Ai meno 4 il keniano bianco inizia a frullare e guadagna su tutti, alza lo sguardo e spinto da due ali di folla sembra voler dire io ci sono io non sono qui per la fama ma per scrivere la storia di questa corsa e la conquista della tripla corona.

Ma dietro un super Pozzovivo diventano il nuovo beniamino di casa (per noi lo e sempre stato e abbiamo sempre detto meglio Pozzo che Aru) non si da per vinto e con Lopez e Yates prova a tenersi a galla ma ai meno 3 la maglia Rosa attacca e prova a riportarsi sul connazionale. l
L’accoppiata d’oro britannica davanti sulla salita più dura d’Europa, quell’Europa tanto criticata proprio dai britannici made in brexit.
Una salita infinita oltre che infernale con Pozzo che perde per un po’ la ruota di Lopez, con Dumoulin che prova a limitare i danni e con lui un Pinot che forse avrebbe potuto dare qualche cambio in più.
Si entra nell’uomo chilometro tra una catena umana di alnini in uno spettacolo che solo il “mostro Zoncolan” può regalarci è una vera cronometro per Yates per cercare di prendere il frullatore ma non riesce nell’impresa e il britannico con e con una decina di secondi sul connazionale e 23″ su uno strepitoso Pozzovivo.

Lopez arriva a25″, Dumoulin a 37″, Pinot a 42″, Fabio Aru può dire addio ai sogni in rosa arrivando con addirittura 2’22”, con lui arriva Davide Formolo.

In generale Dumoulin a 1’24, Pozzovivo a
1’37 e Pinot a 1’48”.

Emanuele Barra

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