La Coppa Bernocchi 2026 è pronta a vivere una nuova giornata di grande ciclismo sulle strade dell’Alto Milanese. La classica di Legnano, arrivata alla sua 107ª edizione, propone un tracciato di 178,14 chilometri, con il cuore della corsa concentrato ancora una volta nel circuito della Valle Olona.
La principale novità dell’edizione 2026 riguarda proprio il circuito: saranno sette i giri previsti, uno in meno rispetto allo scorso anno.
Una modifica che potrebbe avere conseguenze anche sul piano tattico, perché dopo le difficoltà della Valle Olona rimarrà comunque un lungo tratto pianeggiante verso il traguardo di Legnano.
Per conoscere invece i corridori più attesi e tutte le informazioni sulla diretta televisiva, puoi leggere il nostro approfondimento:
Coppa Bernocchi 2026, i favoriti e dove vederla in TV e streaming
Coppa Bernocchi 2026: partenza da San Giorgio su Legnano
La giornata comincerà a San Giorgio su Legnano, dove è fissata la partenza ufficiale della corsa.
Il via è previsto alle 12:30, con il gruppo che inizierà ad affrontare la prima parte del tracciato nell’Alto Milanese.
I chilometri iniziali saranno caratterizzati da un andamento prevalentemente pianeggiante e veloce, una fase nella quale le squadre potranno controllare la situazione e nella quale potrebbe prendere forma la fuga di giornata.
I primi chilometri nell’Alto Milanese
Prima di raggiungere il settore più impegnativo della corsa, la Coppa Bernocchi attraverserà diversi centri dell’Alto Milanese.
Tra i passaggi previsti figurano Parabiago, Nerviano e Cerro Maggiore, località che fanno parte della prima parte del percorso.
È una fase apparentemente meno selettiva rispetto a quella successiva, ma può risultare importante per la formazione della fuga e per gli equilibri tra le squadre.
Il vero punto di svolta arriva infatti con l’ingresso nel circuito della Valle Olona.
Il circuito della Valle Olona
È qui che si concentrerà la parte più impegnativa della Coppa Bernocchi 2026.
Il circuito misura circa 16,6 chilometri e dovrà essere affrontato per sette volte.
La ripetizione delle salite rappresenta l’elemento capace di trasformare progressivamente la corsa.
Il gruppo non dovrà infatti affrontare una singola difficoltà, ma dovrà superare più volte le stesse ascese, con il ritmo destinato inevitabilmente ad aumentare giro dopo giro.
San Pancrazio
La prima delle principali difficoltà del circuito è rappresentata da San Pancrazio.
È uno dei passaggi caratteristici della Coppa Bernocchi e, soprattutto nelle fasi finali della gara, può diventare un punto nel quale le squadre degli uomini più forti proveranno ad aumentare il ritmo.
Il Piccolo Stelvio
Il nome più conosciuto del circuito è probabilmente quello del Piccolo Stelvio.
La salita rappresenta uno dei simboli della Bernocchi e sarà affrontata per sette volte.
Non è soltanto la pendenza della singola ascesa a renderla importante: è soprattutto la sua ripetizione a poter fare la differenza.
La Caramamma
A completare il settore più impegnativo del circuito c’è la Caramamma, dove è collocato il Gran Premio della Montagna.
Piccolo Stelvio e Caramamma rappresentano quindi il vero cuore tecnico della corsa.
Con il passare dei giri, i corridori più esplosivi potrebbero provare a fare selezione proprio su questo tratto.
Sette giri invece di otto: cosa cambia?
La modifica più evidente del percorso 2026 riguarda il numero di tornate nel circuito della Valle Olona.
Saranno sette e non otto.
Il chilometraggio complessivo rimane comunque importante, ma la riduzione di un giro può modificare il modo in cui le squadre affronteranno la corsa.
Gli attaccanti avranno meno occasioni per aumentare il vantaggio attraverso la ripetizione delle salite, mentre i velocisti capaci di resistere sui tratti più impegnativi potrebbero avere maggiori possibilità di arrivare in gruppo al finale.
Naturalmente sarà la corsa a stabilire quanto questa modifica inciderà realmente sull’esito della giornata.
Dopo l’ultimo giro si torna verso Legnano
Una volta terminato il settimo passaggio nella Valle Olona, la corsa prenderà la direzione di Legnano.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del percorso.
Le difficoltà principali terminano infatti prima dell’arrivo e rimane ancora un tratto prevalentemente pianeggiante.
Questo significa che un attacco sulla Caramamma o sul Piccolo Stelvio dovrà essere accompagnato dalla capacità di resistere al ritorno del gruppo.
Le squadre degli uomini veloci avranno invece la possibilità di organizzare l’inseguimento.
Gli ultimi chilometri
Avvicinandosi a Legnano, il percorso diventa sempre più favorevole alle alte velocità.
Gli ultimi chilometri non presentano difficoltà altimetriche significative e possono quindi preparare diversi scenari.
Un gruppo ristretto potrebbe giocarsi la vittoria allo sprint, ma non è esclusa la possibilità che qualche corridore riesca a mantenere un piccolo vantaggio dopo aver attaccato nella parte più difficile.
Tutto dipenderà da quanto sarà stata selettiva la corsa in Valle Olona.
Coppa Bernocchi 2026: un percorso per corridori completi
La caratteristica più interessante del tracciato è proprio l’equilibrio tra salite e finale veloce.
La Coppa Bernocchi non è una corsa esclusivamente per velocisti, perché sette giri della Valle Olona possono creare una selezione importante.
Allo stesso tempo, però, non è nemmeno una gara riservata agli scalatori: dopo l’ultima difficoltà rimangono chilometri sufficienti per permettere a un gruppo organizzato di rientrare.
Per questo il percorso può premiare soprattutto il corridore completo, capace di resistere sulle salite e di conservare abbastanza energie per affrontare il lungo ritorno verso Legnano.
Coppa Bernocchi 2026: i numeri del percorso
Partenza: San Giorgio su Legnano
Arrivo: Legnano
Distanza: 178,14 km
Circuito della Valle Olona: circa 16,6 km
Giri del circuito: 7
Principali difficoltà: San Pancrazio, Piccolo Stelvio e Caramamma
Partenza: 12:30
Arrivo previsto: circa 16:45
La Coppa Bernocchi 2026 si prepara quindi a regalare una nuova sfida sulle strade lombarde. Sette passaggi in Valle Olona saranno chiamati a selezionare il gruppo prima del ritorno verso Legnano, dove il finale potrebbe ancora una volta lasciare aperti diversi scenari.
La domanda sarà una sola: le salite riusciranno a fare abbastanza selezione da impedire agli uomini veloci di giocarsi la vittoria?

