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Le grandi classiche

Paul Seixastraordinaire, la consacrazione di un fenomeno

Paul Seixastraordinaire, la consacrazione di un fenomeno

11 Ottobre 2026

 

Il francese Paul Seixas ha conquistato ieri la sua prima Classica Monumento a soli 20 anni (appena compiuti lo scorso 24 settembre), diventando il più giovane vincitore di un Giro di Lombardia e il quarto più giovane vincitore di una Monumento nella storia del ciclismo (secondo i dati di Cycling Statistics).

Il talento di Lione, già secondo alle Strade Bianche e alla Liegi-Bastogne-Liegi alle spalle di sua maestà Tadej Pogačar, ha dimostrato in questo 2026 di essere — quantomeno dietro a Tadej — il corridore più forte nelle corse di un giorno più dure e con elevato dislivello (come oggi, con oltre 4.000 metri). Tuttavia, il francese non sembra voler stabilire gerarchie all’interno del gruppo: “non mi voglio mettere al secondo posto dietro a Tadej. Di sicuro lui è il migliore ma a volte vinci a volte perdi. Non voglio fare paragoni con gli altri, la cosa più importante che oggi ho vinto” ha aggiunto in conferenza stampa.

Ma tant’è: i numeri contano e quelli di Paul nella giornata di ieri sono stati straordinari.

La progressione decisiva sulla salita del Civiglio (4,2 km al 9,7% di pendenza media) ha visto il francese esprimersi considerando l’attacco decisivo su valori di potenza media di 460 W con picchi di 620 W (Dati forniti in diretta da Velon). Considerando un peso stimato di 64 kg (dato fornito da ProCyclingStats), questi valori attestano la sua prestazione attorno ai 7,2 W/kg. Su una scalata di circa 12 minuti parliamo di valori di VAM di circa 2.050 m/h.

L’attacco decisivo di Paul Seixas sul Civiglio – Foto rcs press Room

Si tratta di un dato considerevole, soprattutto se si considera la durezza del percorso, la lunghezza della corsa e la collocazione in calendario, al termine di una stagione corsa a tutta fin dai primi di marzo.

Per fare un confronto, Tadej Pogačar al Tour di quest’anno sul Col du Pertus (4,4 km all’8,5 % in 11’53” secondo i dati Strava), quindi una salita paragonabile per durata e impegno, ha espresso una potenza media stimata superiore ai 7 W/kg (intorno ai 7,1 W/kg) con una VAM di circa 1.900 m/h. È vero che Pogačar è poi in grado di esprimere tali potenze anche su salite ben più lunghe (come l’ultima ascesa al Tour de Suisse di quest’anno, durata circa 25 minuti che l’ ho visto trionfare con simili livelli di potenza media), così com’è chiaro che una gara di un giorno differisce da un grande giro per fatiche accumulate, meteo e dinamiche di corsa. Tuttavia, questo confronto serve a testimoniare il livello straordinario raggiunto dal giovane transalpino, ad un età assai precoce.

Ma è proprio guardando il tempo d’ascesa al Civiglio che emerge il dato più eclatante: il francese ha infatti polverizzato di ben 38 secondi il precedente record di scalata, che apparteneva proprio al re del ciclismo Tadej Pogačar (11’54” per Seixas contro i 12’32” dello sloveno al Lombardia del 2022, dati presi da Velon).

E gli altri? Remco Evenepoel, tra i favoritissimi di giornata e fresco vincitore all’Europeo, ha pagato circa 1 minuto e 10 secondi completando il Civiglio in 13 minuti circa subendo un passivo di più di 30 secondi al chilometro dal momento dell’attacco decisivo a 2.3 km circa dalla vetta, mentre Giulio Ciccone — il secondo insieme a Mas più veloce sulla salita — ha accusato circa 15 secondi al chilometro subendo un passivo in cima alla salita di circa 30 secondi totali.

Insomma, un divario netto anche in assenza di Pogačar.

Una differenza che Paul ha poi incrementato nel finale, compresa l’ultima ascesa sul San Fermo della Battaglia chiusa in 6 minuti e 16 secondi guadagnando ancora su Ciccone, che ha completato l’ascesa in 6 minuti e 40 secondi, ed Evenepoel che l’ha terminata in 6 minuti e 33 secondi (Dati Strava). Sul traguardo di Como il campione francese è giunto, infine, con 48 secondi su Enric Mas, 1 minuto e 5 secondi su Ciccone e 1 minuto e 20 secondi su Evenepoel che ha regolato un gruppetto. Da rilevare come la seconda ascesa al San Fermo sia stata più lenta della prima.

Seixas infatti l’ha coperta in circa 8 secondi in più rispetto alla prima ascesa in cui l’andatura é stata fatta da un brillante Giulio Pellizzari, che l’ha chiusa, con Remco e tutto il gruppo a ruota, in 6 minuti e 8 secondi registrando così il nuovo KOM (Dati Strava) insieme proprio ad Evenepoel alla sua ruota.

Alla luce di questi numeri, il francese si candida a fare un ulteriore salto di qualità nel 2027, magari avvicinandosi ancora di più a quel Pogačar che ha sempre dichiarato di voler battere nel momento di massimo splendore dello sloveno. Vedremo.

Per ora godiamoci la grandissima prestazione di Paul: un Paul Seixastraordinaire.

 

Filippo Cutrona

 

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