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Vuelta a España, Van Aert non si ferma: «È così che mi piace correre»

Vuelta a España, Van Aert non si ferma: «È così che mi piace correre»

6 Settembre 2026

 

Il belga conquista la seconda vittoria alla Vuelta 2026 e firma il bis personale a Córdoba. Dopo l’arrivo racconta la strategia della Visma, l’attacco e il lavoro decisivo dei compagni.

Wout van Aert lo aveva già fatto nel 2024. A Córdoba è tornato a vincere anche nel 2026, conquistando la sua seconda tappa di questa Vuelta e confermandosi uno degli uomini più brillanti della corsa spagnola.

Questa volta, però, il successo è arrivato al termine di una giornata completamente diversa. La Visma-Lease a Bike ha preso in mano la corsa, ha sorpreso il gruppo e ha costruito le condizioni per portare Van Aert fino allo sprint decisivo.

«Forse non dovrei mai più tornare a Córdoba, perché non riesco a rimanere imbattuto qui! Però magari verrò in vacanza», ha scherzato il belga subito dopo l’arrivo.

«Abbiamo provato a sorprendere il gruppo»

La chiave della tappa è stata la scelta della Visma di attaccare e anticipare le mosse degli avversari.

«Abbiamo cercato di sorprendere il gruppo. Abbiamo controllato la corsa per tutta la giornata e avevamo ancora alcuni corridori molto forti pronti ad aiutarci».

Van Aert ha spiegato di aver intuito il momento giusto durante lo sprint intermedio.

«Sapevo che nessuno si sarebbe aspettato che attaccassimo. Ho sentito che quello poteva essere il momento giusto allo sprint intermedio».

Una scelta rischiosa soltanto sulla carta.

«Con Matthew Brennan alle nostre spalle non c’era alcun rischio nel provarci, perché avevamo comunque una buona possibilità anche nel gruppo. È questo il modo in cui mi piace correre».

«Nys e Debruyne sono stati fortissimi»

Una volta formato il gruppo decisivo, il lavoro non è finito. Anzi. Il finale ha richiesto grande attenzione e collaborazione.

«È stato un po’ difficile controllare il finale. I miei compagni belgi, Thibau Nys e Ramses Debruyne, sono stati davvero forti. Mi hanno aiutato moltissimo».

Van Aert ha voluto sottolineare anche il contributo di Alessandro Romele, secondo al traguardo.

«Anche Romele dell’Astana ci ha dato una grande mano».

Il belga ha poi spiegato di aver tenuto sotto controllo soprattutto le mosse di Andreas Leknessund, che cercava di giocare una carta tattica per il compagno rimasto più indietro.

«Ci aspettavamo un suo attacco. È arrivato abbastanza tardi e negli ultimi chilometri volevo soltanto tenere il gruppo compatto e assicurarmi che si arrivasse allo sprint».

«Il lavoro della squadra è qualcosa di cui essere orgogliosi»

La vittoria di Córdoba è anche una vittoria di squadra. Van Aert lo ha ribadito con forza.

«L’equilibrio della squadra alla Vuelta è davvero incredibile. Nella maggior parte dei giorni in cui pensavamo di poter vincere, alla fine abbiamo vinto».

Un bilancio che dice molto sulla forza della Visma-Lease a Bike in questa Vuelta.

«È qualcosa di davvero impressionante. E in una tappa come quella di oggi, il modo in cui abbiamo preso il controllo della corsa come squadra è qualcosa di cui essere davvero orgogliosi».

Poi il ringraziamento finale ai compagni:

«Devo essere ancora una volta molto grato per il lavoro dei ragazzi».

Due vittorie, una firma

Córdoba continua dunque a parlare la lingua di Wout van Aert. Due partecipazioni, due vittorie nella città andalusa. Ma soprattutto una seconda affermazione nella Vuelta 2026 costruita con intelligenza, forza e una squadra capace di trasformare una giornata difficile in una nuova pagina di successo.

E Van Aert, per ora, può continuare a sorridere con la maglia verde sulle spalle.

 

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