Vuelta: vince De Gendt, spettacolo di Contador e domani si aspetta il morso dello squalo

20150121 - CAMPBELLTOWN, AUSTRALIA: Belgian Thomas De Gendt of Lotto - Soudal rides the second stage of the 17th Tour Down Under cycling race, 150,5 km from Unley to Stirling, Australia, Wednesday 21 January 2015. BELGA PHOTO YUZURU SUNADA

Nella doppia sfida che caratterizza queste ultime giornate di Vuelta è sempre Alberto Contador a dare spettacolo. Il castigliano oggi era alla terz’ultima recita di una carriera con più luci che ombre e, ancora una volta, ha dato battaglia, provando a staccare tutti i big. Oggi il ‘Pistolero’ non cercava la vittoria di tappa, ma di guadagnare secondi nella classifica generale (attualmente è 5/o, a 3’34”). E’ come se Contador volesse essere ricordato come un corridore battagliero e inquieto, fantasioso e in grado di accendere sempre la corsa. Resta un asso e di lui si sentirà la mancanza, dopo il ritiro post-Vuelta. E’ stato questo il leit-motiv della 19/a e terz’ultima tappa della corsa spagnola, partita da Caso. Parque Natural de Redes, conclusa a Gijon, lunga 149,7 chilometri e vinta da Thomas De Gendt

(Lotto Soudal), 3h35’46”. Il belga, al termine di uno sprint ristretto ai corridori in fuga, ha preceduto il colombiano Jarlinson Pantano e lo spagnolo Ivan Garcia Cortina. Quarto il portoghese Alberto Rui Costa, campione iridato su strada a Firenze nel 2013, nel Mondiale di Nibali. Il primo degli italiani a giungere sul traguardo è stato Matteo Trentin, che è riuscito a piazzarsi al 14/o posto, ma a 2’40” dal vincitore. Vincenzo Nibali e il leader della corsa, Chris Froome, sono arrivati sul traguardo dopo 12’15”, rispettivamente al 29/o e al 30/o posto, alle loro spalle – con lo stesso tempo – Contador. Nulla, dunque, è cambiato ai vertici della classifica generale, con l’inglese che ha 1’37” di vantaggio sul siciliano, mentre Fabio Aru, che oggi è arrivato assieme ai migliori, è sempre 8/o a 6’33”. Domani, penultima tappa, si ripartirà dalle Asturie, da Corvera de Asturias per arrivare sull’Alto de l’Angliru: ci saranno tre Gran premi della montagna e, sull’ultima salita, si arriverà a pedalare al 24 per cento. E’ una tappa da tutto o niente, da dentro o fuori, riservata a uomini veri. Chissà quanto agli ‘Squali’ che arrivano dalla Sicilia, come Nibali

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