Vuelta: torna Aru, Froome

La vittoria di tappa va a Sander Armee ma sulle strade della Cantabria si rivede finalmente Fabio Aru e Chris Froome torna a guadagnare qualcosa su Vincenzo Nibali. La 18esima frazione della Vuelta di Spagna, 169 chilometri fra Suances e Santo Toribio de Liebana con due Gpm (2^ e 3^ categoria) e un traguardo in leggera salita, non porta grandi stravolgimenti in classifica generale ma il messaggio che arriva dall’alto e’ chiarissimo: a chi lo vedeva un po’ stanco, Froome risponde alla grande e a pagare pegno e’ lo Squalo dello Stretto che gli restituisce la meta’ dei 42 secondi guadagnati ieri. Quella odierna e’ stata una frazione dal doppio volto: da un lato 20 corridori che vanno a contendersi la gloria di tappa, dall’altro la bagarre nel gruppo della maglia rossa da cui pero’ esce vincitore il 32enne di Nairobi. Dopo un primo tentativo solitario di Bob Jungels, la fuga di giornata si concretizza dopo oltre 50 km. Si staccano dal gruppo in 20, fra cui Julian Alaphilippe e Matteo Trentin della Quick-Step Floors, Giovanni Visconti della Bahrain-Merida, Alessandro De Marchi (BMC), Alexey Lutsenko (Astana) e Toms Skujins (Cannondale-Drapac). I battistrada si presentano con un vantaggio di 12’30” (massimo distacco in questa Vuelta) ai piedi della prima salita ma dietro il gruppo non ha alcuna intenzione di aumentare l’andatura e il gap continua a crescere. Sono altre le priorita’, c’e’ da provare a mettere in difficolta’ Froome e prima la Katusha-Alpecin di Zakarini e poi la Bahrain-Merida di Nibali spingono sull’acceleratore in vista del secondo Gpm. Qualcosa si muove sulle rampe del Collada de la Hoz con Luis Leon Sanchez che lancia Fabio Aru. Il gruppo comincia lentamente a sgretolarsi, il corridore sardo – fin qui protagonista anonimo – in pochi chilometri guadagna quasi un minuto ma la sua azione e’ d’ispirazione. Alberto Contador si prende ancora una volta la scena ma gli attacchi a Froome non sortiscono gli effetti sperati, anzi, nel chilometro finale e’ l’anglo-keniano ad alzarsi sui pedali, al punto da guadagnare su tutti i suoi piu’ prossimi rivali: 4 secondi su Kelderman e Zakarin e ben 21 su Nibali, ora a 1’37”, mentre Aru vede ripagato il suo assolo risalendo dal nono all’ottavo in posto in classifica generale dove ora ha lo stesso tempo di Woods, settimo. Davanti, intanto, Alaphilippe scuote il gruppo dei fuggitivi e nelle battute finali e’ Armee, 30enne belga della Lotto-Soudal, a piazzare l’affondo decisivo, andandosi a prendere la sua prima vittoria da professionista in sette anni. Alle sue spalle, staccato di una trentina di secondi, c’e’ Lutsenko, bel terzo posto per un mai domo Visconti. Domani si riparte da Caso con destinazione Gijon, in programma poco piu’ di 150 chilometri e quattro Gpm, di cui solo il primo, quello dell’Alto di Colladonna, di prima categoria. Chiusura in discesa, dopo l’Alto de San Martin (terza categoria), per una tappa dove i corridori di alta classifica potrebbero risparmiare le forze in vista del temibile Angliru, lasciando a qualche coraggioso fuggitivo la chance di alzare le braccia sul traguardo.

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