Tdf: i flop

Rigoberto Uran 4,5: Ha l’attenuante di aver avuto problemi fisici ad averlo frenato, ma questo Tour è stato veramente povero per il corridore che lo scorso anno si era piazzato al secondo posto della classifica generale. Mai con i big in salita, si ritira quando oramai era lontanissimo dai primi. Doveva essere l’edizione che ne confermava il definitivo ritorno ad alti livelli, si è trasformato nell’ennesima delusione.
Romain Bardet 5: Troppo poco un sesto posto nella generale per un corridore arrivato sul podio nelle ultime due edizioni. Si presenta al via per vincere, ma incappa in una giornata di crisi che gli costa il podio. Dopo quattro anni manca anche l’appuntamento con la vittoria di tappa. Ci si aspettava di più.
Warren Barguil 5: È vero, era partito senza velleità di classifica, ma non arriva mai vicino nemmeno alla vittoria di tappa.
Adam Yates 5: Il gemello Simon ha cullato il sogno di portare a casa il Giro D’Italia, lui partiva con l’obiettivo di una buona posizione in classifica, subito sfumato. Sempre all’attacco nella terza settimana, una caduta in discesa gli nega la vittoria di tappa che avrebbe riabilitato la sua corsa.
Nairo Quintana 5: La vittoria di tappa gli evita un voto impietoso, ma rimane troppo poco per un corridore come lui.
Mikel Landa 5: Vive un Tour da comprimario, ma dopo il crollo di Quintana non ha mai la forza di rimanere con i big.
Jacob Fuglsang 5: Manca la Top 10, il miglior risultato in salita è un ottavo posto. Ennesima occasione sprecata, alla lunga rischia di perdere il posto da capitano.
Ilnur Zakarin 5,5: Il nono posto non è da buttare, ma ci si aspettava una maggior presenza nei momenti decisivi, invece diventa uno dei primi corridori a perdere contatto.
Marcel Kittel, Andre Greipel e Mark Cavendish 3: Erano al Tour? Membri onorari dell’associazione velocisti anonimi, quasi mai vicini alla vittoria di tappa. Sono fra i migliori al mondo, ma quest’edizione si è rivelata un clamoroso flop.
Bauke Mollema 4,5: Aveva iniziato il Tour con ambizioni di classifica, invece esce quasi subito dalla classifica generale. Prova a reinventare la sua corsa lanciandosi a caccia di vittorie di tappa, ma anche qui non arriva mai vicino all’obiettivo. Per l’ennesima volta manca l’appuntamento con la definitiva consacrazione.

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