strage di ciclisti a Manhattan: è terrorismo

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Un uomo ha guidato un furgone per alcuni isolati contromano travolgendo pedoni e ciclisti, sulla pista ciclabile nella parte sud-ovest di Manhattan che affianca la West Side Highway, la superstrada lungo l’Hudson River: almeno sette persone sono state uccise e altre 15 sono rimaste ferite.

Terminata la sua corsa, dopo aver urtato di proposito anche uno scuolabus, il presunto attentatore è sceso dal veicolo – un furgone con il logo Home Depot, retailer di prodotti per la casa – e ha iniziato a urlare “Allah Akbar”, con in mano quelle che la polizia ha poi detto essere armi finte. La polizia lo ha fermato sparandogli a una gamba e poi lo ha arrestato. Alcune fonti citate da CNN sostengono che tutte le piste sono aperte e che il dipartimento di polizia di New York sta valutando se si tratti di terrorismo. L’Fbi lo sta trattando come tale. L’atto sembra sia stato “intenzionale”, dicono diverse fonti. Il sindaco di New York, Bill de Blasio, si è recato sul posto, tra Chambers e West Street. Insieme a lui è arrivato anche il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo. Il luogo dell’incidente si trova a poche centinaia di metri da Ground Zero ed è una area molto trafficata sia da auto che da pedoni e ciclisti. La superstrada è stata chiusa per le indagini mentre centinaia di agenti sono intervenuti. Negli edifici della zona è scattata subito la procedura di lockdown; ciò significa che nessuno può entrare o uscire dai palazzi. Non è escluso che ci siano turisti tra le vittime. Le foto e i video diffusi sui social media e dalle tv mostrano alcune biciclette a terra con attaccato al cestino il logo di un agenzia di noleggio di New York. La polizia ha anche fatto sapere che in questo momento non ci sono altri sospetti in fuga.

askanews

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