Scontro Aru – Saronni

Lo scalatore sardo si è staccato poco dopo il via della nona tappa, ritirandosi dopo 70 chilometri di corsa. Un ritiro imprevisto, nonostante le condizioni fisiche non perfette del corridore dell’UAE Team Emirates, che getta ulteriori ombre sul suo futuro nel professionismo. Guseppe Saronni, ex Team Manager della squadra emiratina che lo conosce bene, ha provato a capire quando successo in diretta su Rai2, non lesinando critiche sia al corridore che allo staff della squadra.

“Fabio Aru non era nelle condizioni per andare al Tour – ha affermato – Ci ha deluso in un momento in cui avevamo tanto bisogno di lui. Questo per noi è un grande problema. Il problema è che è chiaro che chi è più fragile di carattere crolla completamente quando fisicamente e muscolarmente non è in condizione. Abbiamo visto più volte che Fabio da questo punto di vista non reagisce molto. Si demotiva e crea una situazione peggiore di quella che è. C’è una grossa componente caratteriale“.

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A questo punto, il problema maggiore è il gregario in meno che oggi avrà Tadej Pogacar: “Quando tu hai un corridore con questa condizione, e chi lo convoca per portarlo a una corsa importante come il Tour non lo capisce, ti ritrovi con un corridore in meno che aiuta la squadra. Ha colpe anche chi ha deciso di portare comunque Aru al Tour. Era nei suoi programmi e quindi voleva esserci, ma c’è anche la responsabilità di chi deve verificare che un corridore sia in grado di affrontare una corsa come il Tour”.

“Non stiamo correndo il Tour solo alla giornata per risultati parziali – conclude – ma abbiamo un corridore che merita tutto il rispetto e si doveva valutare bene quali erano i migliori gregari per lui. Viene a mancare ora un compagno importantissimo ed è un grave danno per Pogacar e per la squadra“.

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