Piemonte da medaglia, dopo Ganna la Longo Borghini

Elisa Longo Borghini si conferma una garanzia di medaglie. L’Italia non scende dal podio iridato di Imola e, 24 ore dopo il sensazionale quanto storico oro di Filippo Ganna nella cronometro maschile, dice grazie a un’altra atleta proveniente dalla stessa provincia, il Verbano-Cusio-Ossola per il bronzo odierno nella prova in linea femminile.

Ha lottato Elisa, in maniera tenace, contro le stelle dello squadrone olandese, che da diversi anni domina nell’universo rosa. A proposito di questo colore, dopo aver trionfato al Giro Rosa, Anna Van Der Breggen ha completato il settembre perfetto: giovedì ha conquistato l’oro a cronometro, oggi ha concesso il bis con una coraggiosa azione solitaria. Alle sue spalle, si lottava per l’argento e l’azzurra ci metteva ogni singolo muscolo fino alla linea del traguardo, ma al fotofinish era costretta ad accontentarsi del terzo posto, con l’argento conquistato dall’incredibile Annemiek Van Vleuten che soltanto una settimana fa lasciava la gara a tappe italiane tra le lacrime con un polso rotto: grazie a uno speciale tutore, la bionica oranje era lì sul podio anche stavolta.

E un habitué lo sta diventando anche la Longo Borghini, già terza due anni fa all’Olimpiade di Rio 2016 e, andando a ritroso di otto anni, al Mondiale del 2012 a Valkenburg. «Ci credo sempre anche quando non ci credo mai. Volevo una medaglia per le mie compagne che hanno dato l’anima, le ringrazio tutte – ha dichiarato Elisa -. Ho alle spalle una famiglia che mi sostiene sempre e devo ringraziare la Trek-Segafredo per avermi messo nelle migliori condizioni per svolgere la mia professione, insieme al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, che mi sostengono ormai da parecchi anni. E poi anche il mio allenatore Paolo Slongo perché ha veramente tanta pazienza con me».

Da vera combattente, ha tirato fuori gli artigli, come si è visto con l’azione di forza all’ultimo giro sulla salita di Galisterna: «Quando parto per una corsa, lo faccio sempre per vincere. Rispetto per tutte le avversarie, ma paura di nessuna. Volevo questo podio anche per l’Italia. Siamo un Paese controverso, che riceve molte critiche, ma che poi dimostra di saper organizzare un Mondiale in meno di 20 giorni. Ringrazio il pubblico che è stato caloroso, ma al tempo stesso rispettoso delle regole sanitarie attuali». Appagata? Macché: «Adesso si mette la medaglia di bronzo sul comodino e si parte per il Belgio». Mercoledì l’aspetta la Freccia Vallone, per rendere ancora più speciale questo 2020 già magico.

Alberto Dolfin

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