Pagelle Tdf: i promossi

Gheraint Thomas 10: Assoluto dominatore di questa edizione . Maglia gialla, due vittorie di prestigio, tanti piazzamenti. Il gallese si è guadagnato sul campo la leadership del Team Sky ed ha dimostrato di meritarla, regalando alla squadra britannica il sesto Tour in sette anni. È stato il Tour della definitiva consacrazione.

Peter Sagan 9: Un voto in meno del vincitore solo per una caduta in discesa che rischiava di fargli concludere anzitempo un Tour disputato, come al solito, alla grandissima. Vince tre volate, conquista la maglia verde guadagnando punti agli sprint intermedi lanciandosi all’attacco in tappe di montagna dove gli altri velocisti arrancano in fondo al gruppo. Fenomeno.

Julien Alaphilippe 8: Instancabile, perennemente all’attacco, soprattutto durante la seconda settimana, nella conquista un vantaggio nella classifica della maglia a pois che nessuno riesce a scalfire. Onnipresente in fuga, sempre fra i primi, fatica di più nell’ultima settimana, ma ormai la classifica degli scalatori era in sicurezza. Due vittorie di tappa impreziosiscono un Tour corso da protagonista.

Tom Domoulin 9: Non avrà vinto, ma arriva secondo nonostante il Giro sulle gambe. Non è uno scalatore, e si vede, non reagisce agli attacchi, ma ha un passo in salita che gli permette di rimanere sempre con i primi. La vittoria nella cronometro finale da ancora più colore alla Grande Boucle dell’olandese, che chiude la prima parte di stagione con due secondi posti nei due grandi giri. Instancabile

Chris Froome 8: Un Tour nella difficile condizione di capitano che è costretto a difendere il suo compagno in maglia gialla. Sogna il quarto grande giro consecutivo, ma si deve arrendere ad un Thomas in una condizione eccezionale ed ad una condizione non al top dopo la vittoria del Giro.

Primoz Roglic 8: La vera sorpresa di questa edizione. Che fosse un talento si sapeva, ma un tale exploit in una corsa di tre settimane era difficile da prevedere. Gran vittoria di tappa nel tappone con Abisque e Tourmalet, podio sfiorato. Farà parlare di se ancora per molto.

Egan Bernal 8: Predestinato, al primo grande giro è sempre con i grandi, scorta Froome e chiude al quindicesimo posto in classifica. La sensazione è che senza compiti di squadra avrebbe preso con facilità la maglia bianca e sarebbe potuto arrivare più su in classifica.

Fernando Gaviria 7,5 Parte forte, conquista subito la maglia gialla, vince due tappe, ma le tante salite lo costringono ad alzare bandiera bianca. Esce fuori tempo massimo e saluta la competizione con anticipo.

Dylan Gronewegen 7,5: Destino simile anche per lui. Sale in cattedra sul finire della prima settimana, vince due volate e torna a casa.

Steven Kruijsvik 7: Ottima la quinta posizione, ma a livello tattico lascia qualche perplessità. Si lancia spesso in attacchi a vuoto, poteva aiutare un po’ di più il compagno nella caccia al podio.

Greg Van Avermaet 7: Vittoria di tappa ed una maglia conquistata, onorata e difesa con i denti, anche a costo di attaccare da lontano per tenerla un giorno in più.

Jonh Degenkolb 6,5: Centra la vittoria nella difficile tappa di Roubaix, lasciandosi alle spalle un lungo digiuno nelle corse a tappe. Può essere l’occasione del rilancio.

Pierre Latour 6,5: Porta a casa la maglia bianca, e non è per niente poco, ma lo fa quasi senza concorrenza. Per il resto qualche fuga qua e là, poco supporto per il suo capitano ed una classifica fatta senza rimanere quasi mai con i migliori.

Andrea Pasqualon 6,5: Vera sorpresa italiana di questo Tour. Tanti piazzamenti in top ten, che per un corridore semisconosciuto non sono affatto da buttare.
Sonny Colbrelli 6: Sfiora la vittoria di tappa, ottiene diversi piazzamenti e chiude un Tour che, nel complesso, può dirsi sufficiente.

Raffaele Digirolamo

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