Mondiale pista: il bilancio e lo sguardo a Tokyo2020

Cala il sipario dei Mondiali Pista in Polonia. L’ultima giornata di gare si chiude con la prestazione dell’azzurra Maria Giulia Confalonieri nella corsa a punti e con la coppia Simone Consonni e Michele Scartezzini nel Madison.

Per l’azzurrina Confalonieri, classe 1993, reginetta d’Europa della corsa a punti a Glasgow, non riesce ad andare oltre la sesta piazza (14 punti) in una corsa vinta dall’australiana Alexandra Manly (29 punti) per un solo punto sull’irlandese Lydia Boylan, argento e tre sull’olandese Kirsten Wild, bronzo con 26 punti. Una top ten di livello per l’azzurra delle Fiamme d’oro ed un altro bagaglio di esperienza internazionale da tenere come tesoro di crescita.

Anche la coppia Consonni – Scartezzini chiude nella top ten mondiale del madison dominato dalla Germania (Roger Kluge e Theo Reinhardt) con 105 punti davanti alla Danimarca, argento e al Belgio, bronzo. Per gli azzurri la nona piazza con 17 punti.

Sono stati assegnati anche i titoli mondiali nel keirin donne e nella velocità uomini. In entrambi i tornei nessun azzurro al via. Il titolo iridato del keirin donne è andato alla cinese di Hong KongLee Wai Sze.

Il re della velocità uomini è l’olandese Harrie Lavreysen davanti al connazionale Jeffrey Hoogland, argento e al polacco Mateusz Rudyk, bronzo.

UN PRIMO BILANCIO

Settore Maschile – Gambe, talento e motivazione

Vale su tutto il riscatto degli uomini del CT Villa – L’oro di Filippo Ganna, tre volte iridato a soli 22 anni, lo ha incoronato re del mondo nell’inseguimento individuale. Ed ancora, il bronzo di Davide Plebani nella stessa specialità (registrando il record italiano, poi battuto, a distanza di pochi minuti, dallo stesso Ganna in 4’07”456, a soli 2 decimi dal record del mondo di 4’07”251 segnato dallo statunitense Ashton Lambie in Messico nel 2018); il podio sfiorato da Francesco Lamon nel Km con record italiano in 1’00″550, a riconferma del suo spunto veloce nonostante non sia un esperto della specialitàe quello di Simone Consonni proprio nella disciplina olimpica dell’omnium (già bronzo nell’edizione 2018) perché beffato nell’ultimo sprint; il quinto posto di Liam Bertazzo nella corsa a punti dopo una prova di grande abilità, sono tutti prove evidenti che il quartetto azzurro con un organico allargato, è competitivo.

La caduta nella prima giornata di gare di Lamon che ha compromesso le qualifiche del quartetto è stata largamente archiviata.

Lo aveva detto il CT Villa dopo l’iride di Ganna ed il bronzo di Plebani: “Con questi risultati: Francesco Lamon nel Km, Ganna e Plebani nell’inseguimento individuale con 4’07” e 4’11”, insieme a Simone Consonni, Liam Bertazzo e Michele Scartezzini che sono anche loro nell’organico del quartetto, abbiamo confermato che potevamo esserci e ci siamo benissimo anche nell’inseguimento a squadre. Lamon? Immenso nel Km. Bravissimo Liam Bertazzo nella corsa a punti, anche se non siamo riusciti a prepararla come volevamo a causa della caduta in Colombia che gli è costata tre denti e 18 punti di sutura”.

Si guarda a Tokyo2020 con una sempre più rinnovata fiducia e consapevolezza con il faro, l’oro olimpico 2016 Elia Viviani e la guida tecnica del CT Marco Villa che continua con competenza a lavorare in chiave olimpica.

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