Lo spettacolo di Ca’ del Poggio, un po’ di rosa in un anno grigio

Un bagliore rosa in un anno dalle tante sfumature grigie. Fa un po’ effetto trovarsi al Giro d’Italia in pieno autunno e non in primavera, ma quest’anno va così. La festa sulle strade non è la stessa, ma devo dire che sulle colline del Prosecco, patrimonio mondiale dell’Unesco, si respira un’aria diversa, nonostante le mascherine e le restrizioni da rispettare per evitare la diffusione del Coronavirus. Il clima certo è più sommesso ma, nel rispetto delle misure, i tifosi delle due ruote hanno fatto sentire la loro voce, colorando e dando voce alle strade attraversate dai corridori durante la cronometro da Conegliano a Valdobbiadene.

Uno dei punti più suggestivi della suggestiva tappa dello scorso weekend è stato senza dubbio il Muro di Ca’ del Poggio, uno strappo durissimo di 1,1 km con una media del 12,3% e punte del 19% che ha costretto gran parte dei partecipanti a stringere i denti lungo le sue rampe. L’unico a spianarlo, sprigionando un wattaggio da illuminare a giorno una metropoli è stato il campione del mondo Filippo Ganna, che così si è involato verso il terzo successo di tappa del suo splendido Giro: e pensare che è la prima volta che vi partecipa.

Tre ore di spettacolo con i 143 corridori a sfilare uno dopo l’altro: dal britannico Jonathan Dibben, scattato all’una in punto fino alla maglia rosa, il portoghese Joao Almeida, partito pochi minuti prima delle 16. Nel mezzo, gli appassionati li applaudono tutti, scaldandosi soprattutto per i propri beniamini. Nathan Haas improvvisa una goffa impennata per far divertire i tifosi, mentre Andrea Vendrame si gode la curva dei suoi appassionati e gli manda un bacio a distanza mentre transita di fronte a loro. La faccia di Vincenzo Nibali non è quella dei giorni migliori, ma i tifosi provano ad aiutarlo a suon di incitamenti. Poco più in là c’è chi, oltre ad ammirare la tappa, si gode la tappa e gli splendidi paesaggi che circondano sorseggiando Prosecco. Una tentazione a cui molti corridori vorrebbero cedere, ma c’è la crono da completare. Noi, invece, dopo il passaggio della maglia rosa, possiamo concederci ancora un po’ di festa. Non sarà come al solito, ma questo scorcio rosa ci ha fatto tornare il sorriso, anche sotto le mascherine.

Alberto Dolfin

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