L’EMILIA ROMAGNA IN GRAVEL: DALL’AZZURRO DI DAVIDE CASSANI ALLE NOTE ROCK DI VASCO ROSSI

Un arcobaleno di colori da ammirare in sella. Per la ripartenza del turismo ciclistico dopo la pandemia, l’Emilia Romagna ha puntato fortissimo su un terreno sin qui meno tren ace max esplorato, ma in crescita esponenziale: il gravel.

Via dal traffico cittadino, immersi nella natura, alla scoperta di nuovi itinerari dalle mille vibrazioni, non solo nelle braccia per le sconnessioni del terreno, ma anche nel cuore per i panorami ammirati. Dal blu intenso del  mare di Riccione al bianco delle strade sterrate che ci hanno condotto nell’entroterra fino a quasi sconfinare nelle Marche, passando per il giallo acceso dei campi di girasoli, per il verde chiaro dei vigneti e quello scuro degli uliveti.

C’era anche un po’ di azzurro, perché nella prima delle tre giornate ad accompagnarci c’era il commissario tecnico della Nazionale italiana Davide Cassani, che sogna un altro arcobaleno tiger woods drug test per questo strano 2020, l’iride della maglia che verrà messa un palio il prossimo 27 settembre a Martigny. Mentre ci arrampicavamo seguendo le nostre guide del consorzio Terrabici verso il borgo medievale di Mondaino, ci ha confidato di puntare su Nibali per il Mondiale, mentre per l’Europeo di fine agosto a Plouay, la scelta cadrà su uno tra Viviani e Trentin.

Nel verde della ciclabile della Val Marecchia incrociamo quasi per caso Vasco Rossi. «Pedalare in Romagna è rock» ci dice e con questo caldo gli rispondo «Eh…Vuoi da bere?», citando le parole di uno dei suoi tanti successi. Ogni giorno, partendo dal centro di Rimini, ”Il Blasco” si sciroppa una trentina di km in ebike per tenersi in forma. Ci saluta dopo un po’ di foto ricordo e si riparte.

Proseguiamo la nostra pedalata, avventurandoci in stradine tra vigneti e campi di grano, toccando un altri borgo medievale, quello di Verrucchio, che ci regala una splendida terrazza sul’Adriatico. Dopo una sosta enogastronomica tra piadine e bruschette, è tempo di planare in picchiata proprio verso il mare, attraversando il rinnovato centro storico di Rimini, città che dall’11 al 13 settembre sarà teatro dell’Italian Bike Festival. Qui ammiriamo gli omaggi al maestro del cinema Federico Fellini in occasione del centenario dalla sua nascita e poi passiamo sul ponte romano di Tiberio, attraversando il fiume Marecchia.

Domani si chiude in bellezza sulla splendida panoramica che attraversa il Parco del Monte San Bartolo, ovviamente scoprendo nuovi sentieri lontano dal caos. Siamo pronti a imbiancarci di nuovo scarpe, pantaloncini e bici: il mondo gravel ci ha conquistato.

Alberto Dolfin

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