Il giorno più bello di un francese a Sanremo

La Sanremo è una gara unica, è la prima grande classica, è la classica per eccellenza: “La Classicissima”.Ieri poi c’era qualcosa di particolare, c’era un meraviglioso sole a dare il benvenuto ai ciclisti e alle migliaia di tifosi scesi in strada, fin dalla mattinata per le strade della città dei fiori si respirava un’aria particolare, c’era il sapore dell’amore per il ciclismo. Il gruppo non ha deluso le aspettative, una fuga di temerari che si sono impegnati con costanza e cambi regolari per cercare di arrivare il più vicino possibile al traguardo, anzi per cercare di arrivare proprio sul traguardo ma per loro non c’è stato nulla da fare perché è proprio vero che “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare” o meglio i gregari dei duri cominciano a giocare ed è così che il vantaggio dei fuggitivi comincia inesorabilmente a calare, cominciano gli scatti, è l’ora dei big.

Siamo ormai vicini alla città del festival e Vincenzo Nibali che ancora una volta è uno dei più acclamati sul traguardo decide di “dare il là”, è lui il primo dei big a muoversi, vuole far vedere che c’è, vuol mettere a tacere tutte le polemiche dei giorni precedenti vuole far dimenticare la neve – che poi non c’è stata – della Tirreno facendo vedere a tutti quello che è capace di fare: vincere e dare spettacolo, purtroppo per lui questa volta non c’è nulla da fare, ma dirà a fine gara “più di così non potevo fare”, tranquillo Vincenzo il tuo l’hai fatto e il riconoscimento lo hai avuto a fine gara quando ti sei alla guida della tua auto con tua moglie e la tua piccola e sei stato bloccato per più volte da decine, forse centinaia di tifosi che ti volevano abbracciare e farti i complimenti. 

   
Ma torniamo a noi, sarà dunque arrivo in volata ma nel rettilineo finale l’ennesima caduta di una lunga serie, i grandi velocisti ormai avevano perso “il treno” giusto che già era composto da pochi uomini perché molti erano stati coinvolti in cadute, sia in salita che in discesa, i favoriti ormai chi sono?è difficile capirlo.

   
 
Spunta lui un giovane francese che forse non doveva essere nemmeno li, un giovane che era caduto, si era rialzato aveva avuto la forza e la testa per rientrare in gruppo e come dice lui stesso“non capivo nulla, non sapevo manco se avessimo ripreso tutti i fuggitivi oppure ci fosse ancora qualcuno davanti, ho iniziato questo sprint da lontano, poi ho visto le macchine che aprono la gara e ho capito che stavo sprintando per la vittoria della Milano-Sanremo, una delle 5 gare più importanti al mondo”.

  
 Si caro Arnaud l’hai fatta l’impresa,hai vinto il 19 marzo 2016 la gara più bella importante della tua vita, e forse l’hai capito anche tu, le lacrime sul podio hanno fatto commuovere milioni di spettatori davanti alla tv di tutto il mondo, e poi alla fine della conferenza stampa mentre gli organizzatori ti stavano facendo firmare delle stampe in ricordo della giornata tu con la voce e gli occhi un bambino che vuole avere più cimeli possibili di un giorno indimenticabile hai esclamato “posso prenderne una anche io?”..

  
Arrivederci al 2017 Sanremo.

@BarraEma_

Credit Foto Federica Muzzi / Andrea Pace

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