Giro, presentazione tappe da 8 a 11

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Continua il viaggio alla scoperta della tappe della centunesima edizione del Giro D’Italia, seguendo la risalita dello stivale da parte della carovana che, partendo dalla Calabria arriverà in Umbria al termine dell’undicesima tappa, dopo aver attraversato Campania e Abruzzo.

8^TAPPA: PRAIA A MARE – MONTEVERGINE DI MERCOGLIANO – 208 Km – sabato 12 maggio

Tre stelle di difficoltà per l’ottava tappa della corsa rosa, che termina sulla salita di Montevergine di Mercogliano. Dopo un inizio di frazione mosso in terra calabrese la corsa entra in Campania con un lungo tratto pianeggiante che precede l’ascesa finale, lunga 17 chilometri ma con pendenze non durissime, che si mantengono intorno al 5%, rendono difficile la possibilità di far la differenza. Corsa che per la settima volta arriva su questa salita, dove negli ultimi anni hanno trionfato Cunego, Di Luca (due volte), Zuelle e nel 2011 Bart de Clerq.

9^TAPPA: PESCO SANNITA – GRAN SASSO D’ITALIA (CAMPO IMPERATORE) – 224 Km – domenica 13 maggio

Tre stelle di difficoltà anche per la nona tappa, che vede il terzo arrivo in salita del Giro d’Italia. Dopo il primo Gran Premio della Montagna a Roccaraso, posto a 114 km dall’arrivo, la tappa procede regolare fino alla a quasi 50 chilometri dall’arrivo, dove inizia la lunga e discontinua ascesa (che include due GPM) verso il traguardo. Prima salita è quella di Calascio, lunga 14 chilometri e priva di pendenze proibitive. Dopo soli sei chilometri di leggero falsopiano comincia invece l’ultima scalata di Santo Stefano di Sessano, lunga 18 chilometri, di cui i primi sono ancora di falsopiano o addirittura in contropendenza. Ascesa che si inasprisce leggermente ai meno otto, con quattro chilometri che orbitano intorno al 4 percento, fino ad esplodere nei quattro chilometri finali, dove le pendenze toccano anche il 13%. Gruppo che arriva sul Gran Sasso a Campo Imperatore, per la quinta volta dopo aver visto i trionfi di Carril (1971), Chioccioli (1985), Carlsen (1989) e nel 1999 Marco Pantani (la salita finale sarà appunto la montagna Pantani, dedicata al ricordo del pirata). Frazione importante nell’economia della corsa, segnata con tre stelle di difficoltà, con gli uomini di classifica che sicuramente si daranno battaglia.

10^TAPPA – PENNE- GUALDO TADINO – 239 Km – martedì 15 maggio

Con il pensiero rivolto alle vittime della tragedia che lo scorso anno colpì l’Hotel Rigopiano, situato nelle vicinanze della zona di partenza, la corsa rosa riparte dopo il secondo giorno di riposo con una tappa mossa, priva di salite in grado di fare la differenza in classifica ma piena di insidie e saliscendi sui quali i big, senza la dovuta attenzione, rischiano di pagare secondi importanti. Tre i Gran Premi della Montagna: i primi due, a Fonte della Creta (proprio nella zona dove si consumò il dramma del Rigopiano) e di Bruzzolana saranno nella prima parte della tappa, mentre il terzo, situato ad Affino, vedrà il gruppo scollinare a 31 chilometri dal traguardo. Una volta affrontata l’ultima asperità, rimane una discesa di 8 chilometri che termina ai meno 22 dal traguardo, lasciando spazio ad un ultimo tratto in cui si alternano pianure e lievi discese. Nel mentre però sono diverse le salite non classificate come GPM, e il percorso mostra ben poca pianura, rendendo la tappa adatta ad una fuga da lontano oppure ad una volata di un gruppo ristretto. Tappa segnata da tre stelle di difficoltà.

11^TAPPA – ASSISI – OSIMO – 156 Km – martedì 16 maggio

Segnata dal ricordo anche l’undicesima tappa, che vede il passaggio sul Muro di Filottrano, città natale del compianto Michele Scarponi e dove lo scorso anno il ciclista marchigiano ebbe l’incidente che gli costò la vita proprio mentre si allenava in vista del Giro d’Italia. Dopo l’inedito Gran Premio della Montagna del Passo del Termite, posto nella parte iniziale della tappa il gruppo affronta un tratto pianeggiante fino ad arrivare al secondo GPM, i 10 chilometri del Valico di Pietra Rosa, con scollinamento posto a 59 chilometri dal traguardo. Parte finale molto irregolare, con il gruppo che, dopo aver affrontato il già citato muro di Filottrano (non segnato come GPM, ma che tocca pendenze intorno al 13/14%), si lancerà verso la breve ascesa finale di Osimo, dove nel 1987 trionfò Robert Forest e nel 1994 Moreno Argentin.

Raffaele Digirolamo

Foto Emanuele Barra

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