Doping nel ciclismo: le parole di papa Francesco

“Quando lo sport diventa un fine in sé e la persona uno strumento al servizio di altri interessi, ad esempio il prestigio e il profitto, allora compaiono disordini che inquinano lo sport. Penso al doping, alla disonestà, alla mancanza di rispetto per sé e per gli avversari, alla corruzione”. Lo ha detto papa Francesco incontrando i partecipanti al 32/mo congresso annuale dell’Unione Ciclistica Europea, e all’ottava Assemblea della Confederazione Africana di ciclismo, in programma domani a Roma. All’udienza ha partecipato anche il presidente dell’Uci, David Lappartient. Bergoglio ha ribadito il “consolidato” rapporto tra sport e Chiesa, sottolineando come “il ciclismo, in particolare, è uno degli sport che mette maggiormente in risalto alcune virtù come la sopportazione della fatica – nelle lunghe e difficili salite -, il coraggio – nel tentare una fuga o nell’affrontare una volata -, l’integrità nel rispettare le regole, l’altruismo e il senso di squadra”.

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