14^ TAPPA – SAN VITO AL TAGLIAMENTO – MONTE ZONCOLAN – 181 km

È tempo di prendere il pennarello in mano e di cerchiare in rosso la data, perché il 19 maggio andrà in scena la tappa regina della Corsa Rosa. L’arrivo è posto sul “Kaiser”, il Monte Zoncolan, salita che condensa 1100 metri di dislivello in poco più di dieci chilometri, e che potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri della classifica. Ben cinque i Gran Premi della Montagna, con i primi due, quelli di Monte Radogna e di Avaglio, posti nella parte iniziale della corsa.

Ma lo spettacolo (per il pubblico, l’inferno per i corridori) inizia quando mancheranno 44 chilometri al traguardo: tre GPM in successione, non più un chilometro di pianura, arrivo sulle terribili pendenze dello Zoncolan. La prima delle tre scalate è quella del Passo Duron, salita di 5 chilometri, con pendenze che viaggiano mediamente fra l’8 e il 9%, ma con pendenza massima del 18%. Dopo lo scollinamento piccola discesa, per poi tornare a risalire verso Sella Valcada, lunga 7 chilometri e con pendenze più lievi, intorno al 6/7%. Ma questo sarà solo l’antipasto di ciò che attende i corridori una volta terminata la salita e la successiva discesa. Ad Ovaro si passa infatti sotto la “porta dell’inferno”, l’arco che segna l’inizio della durissima ascesa lungo i 10 chilometri (con una pendenza media dell’11,4%) del Monte Zoncolan.
Saranno proprio i primi chilometri i più duri, con pendenze che arrivano al 22%, dove bluffare sarà impossibile e la montagna respingerà indietro chiunque non abbia la forza per affrontare i durissimi tornanti. Soltanto ai meno due dal traguardo la strada spiana leggermente nella zona delle tre gallerie, terminate le quali si aprirà ai corridori lo spettacolo mozzafiato (come se a far mancare il fiato non ci pensi la salita stessa) dei colori e del tifo del pubblico che affolla lo “stadio” dello Zoncolan. Ma le difficoltà non sono ancora finite, perché negli ultimi 500 metri la strada torna a salire toccando nuovamente pendenze in doppia cifra.

Nonostante sia una salita ciclisticamente giovane, essendo stata introdotta nel percorso del Giro solo nel 2003 (dal più leggero versante di Sutrio, la prima scalata partendo da Ovaro risale al 2007), sulle queste strade friulane si sono scritte pagine storiche del ciclismo moderno.Impressa della memoria degli appassionati è l’eroica scalata di Ivan Basso nel 2010, con il fuoriclasse lombardo che staccò uno ad uno gli avversari, sfiancandoli con un ritmo durissimo e costante e vincendo anche la resistenza di un Cadel Evans in maglia iridata, ultimo ad arrendersi e degno avversario dell’allora corridore della Liquigas in una tappa che è entrata di diritto della storia del ciclismo.

Ma lo Zoncolan è anche la montagna di Gilberto Simoni, vincitore nei primi due arrivi, nel 2003 (dove ci fu uno degli ultimi risultati sportivi rilevanti di Marco Pantani, che giunse quinto) e nel 2007, dove concluse in prima posizione giungendo in cima insieme al fido gregario Piepoli. Gli ultimi due passaggi sono stati nel 2011, con vittoria di Igor Anton, e nel 2014, quando Michael Rogers ebbe la meglio su Pellizzotti e su uno sfortunatissimo Bongiorno, costretto a mettere da parte i sogni di gloria dopo aver perso l’equilibrio a causa della spinta di un tifoso.
Insomma, spettacolo assicurato per una tappa inevitabilmente segnata con 5 stelle di difficoltà.

Apertura villaggio 8.30

Partenza 11.50

GPM

Monte di Ragogna – km43 – 3^cat

Avaglio- km106 – 3^cat

Passo Duron – km142 -2^cat

Sella Valcada Rivasgletto- km165- 3^cat

Monte Zoncolan – km186 – 1^cat

TRAGUARDI VOLANTI

Forgaria nel Friuli – km50

Paularo – km138

Rafaele Digirolamo – Chiara Calligari

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